I fallimenti in Italia: quali sono le imprese a rischio?
tratto da "me - indicatori economici" di Francesco Pattarin - Università di Modena e Reggio Emilia e CEFIN - Centro Studi di Banca e Finanza (pattarin.francesco@unimore.it) e Giuseppe R.Grasso - KFinance Srl (www.kfinance.com)
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Ogni anno, poco più dell'uno percento delle imprese italiane fallisce, ma questo dato è l'espressione di una situazione eterogenea e ricca di specificità importanti. Lo documenta una recente ricerca condotta dall'Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con KFinance. L'incidenza dei fallimenti è minore nel nord del paese che nel sud e nel centro, è più forte tra le piccole e medie imprese e varia in maniera considerevole tra settori economici. Le imprese che ricorrono maggiormente al debito per finanziarsi sono più vulnerabili, ma il fattore cruciale che le distingue da quelle solide e la scarsa redditività operativa. La ricerca è stata condotta su un campione di oltre settemila imprese, costituite come società di capitali e operanti nei settori estrattivo, industriale, delle costruzioni, della produzione e della distribuzione di energia, del commercio, dei trasporti e delle comunicazioni. Il campione rappresenta la popolazione delle imprese attive negli anni 2003 e 2004, così come raffigurata nella banca dati di Infocamere, ed è stato formato stratificando per area geografica e settore di attività economica. Tra le imprese selezionate, oltre un migliaio sono state interessate da una procedura concorsuale nel corso del biennio; nell'ottanta percento dei casi si tratta di imprese dichiarate fallite. I dati per le analisi sono stati ottenuti combinando le informazioni anagrafiche di fonte Infocamere con quelle relative ai bilanci societari tratte dalla banca dati AIDA di Bureau van Dijk. Nel corso del periodo di analisi, le imprese che sono state sottoposte ad una procedura concorsuale (nel seguito indicate indistintamente come fallite per brevità) sono oltre novemila, pari all'1,2% del totale delle imprese attive all'inizio di ciascun anno. Questo valore quantifica retrospettivamente il rischio di fallimento: in Italia, come nella gran parte dei paesi economicamente avanzati, i fallimenti sono fenomeni piuttosto rari, che interessano solamente una parte delle imprese che si trovano in situazioni di illiquidità o di insolvenza. Infatti, di norma i fallimenti sono eventi che riguardano soltanto la fase finale delle situazioni di crisi aziendale: pertanto, volendone interpretare l'incidenza come sintomo di difficoltà delle imprese, è sempre opportuno leggere le statistiche in termini relativi piuttosto che assoluti.
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